Value Investing

Il Value Investing, è alla base delle strategie che si basano sul flusso cedolare, che trattiamo in questo sito.

Il padre fondatore di questa teoria si chiama Benjamin Graham, che agli inizi del secolo scorso teorizzò questa forma di investimento, appunto il Value Investing.

La teoria è molto semplice perchè ruota sul concetto di investire in aziende che sono molto sottovalutate rispetto al loro valore intrinseco. Questa differenza tra il prezzo pagato ed il valore intrinseco dell’azienda viene definito da Graham come un “margine di sicurezza”, che rappresenta il valore che andiamo a prendere con l’investimento.

Il valore intrinseco dell’azienda in questione viene ricavato da un’attenta analisi di vari parametri finanziari, tra cui il book value (valore di libro), il rapporto P/E (rapporto prezzo/guadagni) ed altri fattori tra cui anche il pagamento di dividendi.

Graham era un grandissimo “fan” delle aziende che distribuivano dividendi. 

Uno degli studenti di Benjamin Graham è stato Warren Buffett, l’oracolo di Omaha, uno degli investitori di maggior successo nella storia.

Si possono trovare moltissime biografie di Buffett online e nei libri, in questa sezione ci limitiamo a ricordarlo in quanto la sua attenzione a selezionare aziende con alte barriere all’entrata e con prodotti di assoluto valore è uno dei capisaldi delle strategie DGI.

Buffett è famoso anche per cercare di entrare in queste aziende quando la valutazione è depressa, di fatto sposando al 100% il concetto di Value Investing di Graham. Ovviamente il target è anche il dividendo, nel portafoglio di BH(Berkshire Hathaway) ci sono moltissime aziende che pagano dividendi.

Avendo BH comprato le azioni di molte delle aziende nel portafoglio molti anni fa, il rendimento dei dividendi adesso è molto alto e crea flussi di cassa importantissimi.  

L’unica cosa che “stona” è che l’azienda che Buffett rappresenta da anni con il suo socio Munger, la Berkshire Hathaway, NON PAGA DIVIDENDI !Sembrerebbe un controsenso ma BH preferisce non distribuire i guadagni per avere a disposizione piu fondi da utilizzare per comprare “meravigliose aziende a quotazioni accessibili”, di fatto poi incrementando il valore della Berkshire.