“… ma quanto hai guadagnato finora?”

Per la serie: “DGI e le domande che mettono a dura prova”…

Non sò come funziona da voi, ma nella mia famiglia mi occupo in maniera abbastanza solitaria delle “faccende finanziare” della casa.

La mia dolce metà non si interessa più di tanto, ne alla gestione corrente dei soldi ne a quella degli investimenti. Ci siamo dati alcune regole e paletti di base ma spesso l’argomento torna a galla in maniera preponderante quando nasce una richiesta di fare “qualcosa” che esuli dalla comune gestione.

Faccio questa premessa perchè è stata proprio la mia “better half” (la moglie, appunto…) a far partire la riflessione che condividerò con voi.

Immaginatevi un Sabato tipico, spesa, sport, leggere, figli, vedere amici/genitori, insomma una giornata tranquilla e serena.

Tornando a casa la sera, nel semisilenzio del traffico notturno, mentre pensate alla farfalla di Belen e contemporaneamente alla partita, passando dal lavoro alle ferie, arriva la domanda…

– “…. maaaa scusa amore, quanto abbiamo guadagnato finora?”, sento chiedermi da una voce familiare…

Il cervello si attiva:

– “ALERT ALERT, pericolo litigio serale in avvicinamento!”, in un pico-secondo il mio mononeurone sta vagliando tutte le cose da dire e da non dire, panico totale, non riesco a capire da dove viene questa domanda!

Mi volto con inconsueta calma e… “Scusa?”, forse ho sentito male, prendo tempo…

– “Si amore, quanto stai guadagnando con i tuoi investimenti ?”, no avevo sentito bene.

E qui si pone il dilemma cruciale di ogni DGIer al quale viene rivolta una domanda simile. Spiegare ad una persona che normalmente non è incline alla materia è molto complicato. Il “parco buoi” di solito ha una metrica tutta sua di valutare la validità o meno di un investimento, dovuta spesso dal fatto che non hanno una preparazione e si basano molto sul sentito dire.

Ad ogni modo non è questo il caso di mia moglie, alla quale ovviamente è stata spiegata la strategia che stiamo seguendo. Però è chiaro non riesce a digerire il fatto che non ci sia “un guadagno”, “un gain” da portare a casa.

– “Beh, diciamo che per adesso le cose vanno come volevo che andassero, è difficile dire una percentuale o un numero, ma ti basti sapere che il piano per ora lo stiamo seguendo”.

– “Si ma stiamo guadagnando o no?”

– “Mettiamola cosi: stiamo costruendo una macchina del tempo. Al momento non riesce a fare esattamente quello che vogliamo che faccia, ma se tutto va bene e non facciamo troppi errori, potrebbe arrivare a creare abbastanza tempo da farti smettere di lavorare.”

– “Cioè?”, adesso la moglie è 100% engaged nella conversazione…

– “Cioè, se la macchina che stiamo costruendo riesce a produrre una rendita che copre il tuo stipendio annuale, di fatto potrai usare quelle ore che stai al lavoro per fare altro. Ora messa così è molto semplice ti assicuro, ma più o meno rende l’idea.”

– “E quindi non te ne frega se la borsa crolla?”

Qui iniziano a vacillare alcuni pilastri della conoscenza borsistico finanziaria, sentir parlare di crollo non è il massimo della vita…

– “Tecnicamente no, anzi, può essere un’occasione importante per far andare più veloce la macchina. In pratica sono un essere umano e non è che sia felicissimo se c’e’ crisi. Però diciamo che in questa fase dell’investimento non ci interessa cosa fa la borsa.”

Dopo qualche secondo arriva la domanda che VERAMENTE temevo “… ma allora la cabina armadio nuova quando me la compri?”

Sobrissima cabina armadio che vuole la moglie

La strada che abbiamo intrapreso come DGI investors è abbastanza complessa. Culturalmente non siamo attrezzati per questo tipo di investimento, la pazienza penso che sia una delle virtù che più mancano agli investitori. Si aggiunge anche il fatto che un investitore medio si fa spesso influenzare dalle notizie, e che molto spesso non è informato al 100% degli strumenti in cui investe.

La caratteristica che mi ha attirato al DGI è il fatto che non richiede particolari doti analitiche da trader con 5 master in matematica finanziaria. E non richiede particolare tempo per seguire gli sviluppi del mercato. Quando ho smesso di fare bond-ladders (che erano in voga a fine anni 90′) ho cercato per molto tempo un sistema simile di investimenti, e l’ho trovato nel DGI. E’ chiaro che essendo esposto in prima persona, senza intermediari, mi debba informare costantemente, ma è anche vero che seguire il portafogli occupa poco tempo. Ed alla fine il tempo risparmiato viene dedicato ad altre attività.

(sul forum trovate il post dedicato al Long Haul Portfolio)

Una cosa è certa: se cercate gratificazione immediata (il “guadagno” richiesto dalla moglie) forse non è lo stile per voi. La pazienza e la prospettiva di lungo termine è il dato su cui concentrare l’attenzione, talvolta non è semplice… sopratutto se dovete comprare l’armadio nuovo!