Investire: Sarà capitato anche a voi…

Perchè talvolta investire è come voler stare in silenzio quando suona la banda…

“…di avere una musica in testa, sentire una specie di orchestra… ZUM ZUM ZUM ZUM ZUM…”

No, non mi sono infilato in un trip di alcohol e sostanze psicotrope, molto peggio. 

Il molto peggio è la cantilena continua che tutti i giorni mi arriva, per mail, per televisione ed ultimamente anche per telefono. Aziende, SIM, banche più o meno conosciute cercano di farmi investire nel loro prodotto finanziario di punta.

Del resto sono il cliente tipo (almeno sulla carta):

Uomo, relativamente giovane, carriera, educazione universitaria (ma non relativa alla finanza), famiglia in divenire, in cerca di stabilità finanziaro/psicologica.

Perchè queste categorie? 

Penso che sia corretto dare un minimo di background, insegno Sales Management all’università, percui il processo che porta qualcuno ad identificarmi come potenziale target per un sales pitch mi interessa. Ho ancora la vana speranza che riconoscendo il processo si possa disinnescare il pitch del venditore. 

L’altro motivo è che siamo qui tutti ad imparare e la prima regola di Warren Buffett è “non perdere soldi”, quindi parafrasandola si potrebbe dire “non prendere fregature”.

Veniamo alle nostre classificazioni: 

Uomo: Si da per scontato, nella società maschilista in cui viviamo, che sia io a prendere decisioni su cosa investire. Non importa se investo per me o per la famiglia/moglie/fidanzata/amante.

Carriera: Le banche sanno cosa fai di lavoro, quanto guadagni e come/quando lavori. Sanno anche se prendi bonus, se hai affitti, se vendi proprietà. Questo aspetto è fondamentale perchè ovviamente non vado a tampinare un poveraccio che non può investire.

Età: A dir la verità questa forse è la discriminante meno importante, principalmente perchè pur di vendere qualcosa si venderebbe un bond trentennale ad un ottuagenario. Io però avendo una quarantina di anni davanti (in teoria, perdonate i gesti apotropaici che sto facendo), è ovvio che è più interessante prendere un cliente “long” che uno “short”.

Educazione: Questa è la prima “gabola”. Si penserebbe che uno educato sia meno facile da “convincere”. E IN VECE NO! E’ molto più facile. L’educato, purtroppo per lui, sà di sapere. E’ più facile che si cimenti in questioni che non gli appartengono perchè comunque pensa di potercela fare. Spesso, grazie alla buona vecchia spocchia del “io ho studiato”, il saccente non chiede spiegazioni. Capisce sempre tutto, del resto investire è facile no? 

Famiglia e stabilità economica: L’aspetto psicologico è fondamentale, e dal momento che devo “attaccare” il mio potenziale cliente in modo da metterlo in una situazione stringente per dire di “si”. Questo lato è molto utile per porre le classiche domande alle quali c’e’ solo una risposta. “… beh se pensa alla situazione economica e quella della sua famiglia un investimento sicuro, che magari cresce poco, ma un poco cresce, aumenta la sua sicurezza personale, non trova?”

Queste sono solo alcune delle categorie a cui ho pensato, ma sono sicuro che senza fare troppa autoanalisi si trovano molte persone in situazioni simili. 

Una di queste è mio babbo. 

Mio babbo non ha più un’età da giovincello (ma arrivassi io alla sue età cosi ci metterei la firma) percui si occupa di tutto senza grossi problemi. Professore universitario per tutta la vita, non ricco ma con qualche soldo da parte, è stato accalappiato dal suo banchiere di turno che puntualmente gli ha fatto sottoscrivere 2 fondi di fondi di fondi, che negli ultimi 2 anni hanno dato una resa negativa…

Ora, per rendere NEGATIVAMENTE 2 fondi dal 2016 al 2018 penso che si debba cercare col lanternino i titoli che sono andati male, perchè durante il Trump rally ha guadagnato anche che vendeva ghiaccio agli eschimesi. 

A metà discussione si entra nel vulnus della questione, almeno per me…

– “Babbo, ma scusa cosa ti ha detto il tipo quando ti ha proposto questi fondi?”

– “Mah non lo so alla fine mi ha detto che erano fondi molto poco rischiosi, a bassa crescita ma anche basso rischio, che vuoi io dove li metto i soldi? Nel conto corrente no eh! Se falliscono le banche me li prendono!”

Se falliscono le banche: Se falliscono le banche i problemi saranno molto piu grossi di un fondo o dei soldi sul CC, l’investitore medio si scorda spesso di questo aspetto…

Bassa crescita/Basso rischio: Concetto corretto che serve al venditore per stabilire due cose. 

A. Ti dice una verità inconfutabile, quindi è onesto e sà pure di cosa sta parlando.

B. Toglie aspettative, ma introduce il rischio (seppur basso) che cmq è li che aspetta.

– ” Si va bene basso rischio, ma te gli hai detto a che servivano questi soldi?”

– ” No non me l’ha chiesto, diciamo per le emergenze”

– “Ecco vedi gia si parte male, questi fondi ci mettono 2 settimane a darti i soldi perchè devono fare tutti i calcoli dei Nav, neanche fosse un integrale di decimo grado, se hai un’emergenza bisogna che tu li prenda da altre parti…”

– “Ma allora che dovevo fare secondo te?”

– “Babbo, come sempre dipende da cosa ci vuoi fare. Se non ti disgusta vedere i titoli in perdita, alla tua età forse punterei a qualcosa che magari lascerai ai nipoti e che può darti una rendita aggiuntiva annuale. Va bene anche un’obbligazione, ora rendono poco ma chi se ne frega, magari se ne trova qualcuna dove non si perde troppo in conto capitale”

Salto i passaggi della conversazione perchè poi diventa tedioso, ma il punto è:

ABBIATE UN PIANO, PENSATE AL VOSTRO FINE e solo allora prendete iniziativa. Avrete molte chances che le cose non vadano come avevate pensato, ma quello fa parte del gioco. Intanto vi sarete informati, avrete preso coscienza di cosa sono gli strumenti finanziari e potrete riprovare con più esperienza.

Non serve essere astrofisici, chi vi scrive ha imparato a gestire prodotti derivati quando fino a qualche anno fa pensava fossero cose da marziani. 

Nel nostro piccolo questa community (che è in via di formazione) può aiutare, il FORUM è lo strumento adatto per chiedere informazioni, idee, consigli. Siamo in molti con esperienze diverse e complementari, ma di sicuro siamo a disposizione per aiutare altre persone normali come noi che vogliono intraprendere questo “viaggio” della gestione dei propri risparmi.

E’ ovvio che questo costa “tempo”, ed è giusto che voi vogliate dedicarlo ad altro. Se questo è il caso, non vi lamentate dei vostri investimenti, se non vanno come volete, avete scelto di guidare senza patente e senza fare scuola guida e ci stà di avere incidenti. Però è una scelta e se fatta consapevolmente va bene.

Una cosa è certa, avere dei rudimenti di finanza vi aiuterà quantomeno a scansare tutto lo “ZUM ZUM ZUM ZUM ZUM” di fondo che ai nostri giorni è ormai comune come prendere un caffè al bar, e magari investire in maniera più consapevole.

Certe volte il silenzio è d’oro…

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[…] accennato al concetto nell’articolo “Sarà capitato anche a voi“, ma è giusto addentrarsi un po di piu in quelli che sono gli step necessari per costruire […]