Il Piano

Da dove si parte per fare un piano di investimenti?

Abbiamo accennato al concetto nell’articolo “Sarà capitato anche a voi“, ma è giusto addentrarsi un po di piu in quelli che sono gli step necessari per costruire un piano di investimenti, o quantomeno una strategia di base da seguire.

Nella mia esperienza finanziaria ( ed esperienza è un sinonimo di “errori” per me), ho spesso commesso l’errore di buttarmi in investimenti senza avere un vero e proprio obbiettivo davanti a me, entrando ed uscendo dal mercato seguendo l’istinto o peggio ancora la moda del momento.

Penso invece che investire parta da un serio e preciso esame di coscienza. 

Eh si, roba da psicoanalisi quasi!!

In verità l’aspetto psicologico è fondamentale secondo me, in quanto entrare a mercato è facile, adesso tutti riescono e possono farlo, ma “stare” a mercato, senza un piano ben preciso, è molto più complesso.

Sopratutto stare a mercato mentendo a se stessi rispetto a certi avvenimenti che potrebbero capitare è la cosa peggiore che possa esserci.

Conosco molti investitori che mi dicono che possono sopportare le perdite, che hanno certezze incrollabili difronte a determinati investimenti, che non sentono il rumore di fondo che il mercato finanziario crea…

Io faccio parte della schiera di quelli che certezze non ne hanno, che detestano vedere i titoli in rosso e che ascoltano le notizie, belle o brutte che siano. 

Perchè scrivo questo? Perchè mi rendo conto di essere un investitore molto poco perfetto, e riesco a mitigare alcuni miei difetti solo ammettendoli. 

E qui entra in gioco il “piano”.

Riesco infatti a mitigare molte decisioni che prenderei di pancia grazie all’idea che mi sono fatto della strategia DGI che seguo. Può capitare di vedere un ABInbev a -18%, o una BT a -25%, o una GE a -30%, ma dal momento che la mia strategia non è incentrata sui capital gains da rivalutazione dello stock, pur detestando questi risultati, riesco ancora a dormire tranquillo, almeno fintanto che il dividendo è mantenuto. 

Chi investe sul valore delle azioni che compra magari sarebbe gia uscito prendendo una perdita, ma anche questa è una strategia e può andare bene. 

Diverso è quando l’investitore si fa prendere dal panico e non reggendo al peso della perdita, taglia tutto pur di portare a casa “qualcosa”.

Se avessi fatto questo con NEXT (per esempio), a -38% un anno fà, avrei solo perso soldi dato che oggi è tornata vicino ai livelli del mio prezzo medio. L’azienda era ed è solida (almeno io così la considero), i fondamentali erano e sono buoni, il piano mi ha aiutato a non fare la scelta facile di tagliare tutto e dopo un anno, insieme ai dividendi incassati, vedo numeri più “gentili”. Parafrasando il mitico HANNIBAL di A-TEAM: 

La verità è che non sempre il piano va come dovrebbe, ma qui sta alla nostra abilità di creare degli obbiettivi SMARTER, come direbbero gli inglesi. Ovvero:

Specific – Deve essere Preciso

Measurable – Deve essere Misurabile

Achievable – Deve essere Raggiungibile

Relevant – Deve essere di mio interesse

Timely – Deve essere legato ad un tempo

Evaluate – Deve essere Valutato

Readjust – Deve essere Modificabile

Analizziamo queste categorie:

 

Obiettivo SPECIFICO. Dire che “voglio fare soldi” non è molto specifico. Dire che voglio andare in pensione grazie ai dividendi a 55 anni invece è molto più preciso. 

Obiettivo MISURABILE. Il fine dei vostri investimenti è qualcosa di misurabile o andate a “naso”? Avete una cifra in mente? Quando è che sarete soddisfatti? Avete una metrica che non sia il vostro sentire ma qualcosa di oggettivo?

Obiettivo RAGGIUNGIBILE. Uno dei problemi maggiori che ho riscontrato è che spesso i target che ci diamo (finanziariamente parlando) sono pure Chimere. Questo è dovuto all’ignoranza finanziaria di fondo, ma quante volte ho sentito di investitori che si “accontentano del 10% ma hanno investimenti a basso rischio”. Quando li sento chiedo spesso quale siano gli strumenti, perchè mi piacerebbe usarli anche a me!! Il vostro obiettivo è veramente raggiungibile? Dovete studiare un poco per questo…

Obiettivo RILEVANTE. Parliamo di finanza personale, per forza è rilevante per noi, questa categoria è un “no brainer” in questo caso. Difficile incontrare persone che investono i propri soldi ma non gliene frega nulla di cosa succede…

Obiettivo legato al TEMPO. Penso forse uno dei punti più importanti di questa nomenklatura, la variabile tempo è fondamentale nella finanza. Il 10% in 5 anni non è come il 10% in un anno, spesso le persone confondono questi aspetti e prendono rischi immensi (finanziariamente parlando). Il vostro obiettivo in quanto tempo vorreste ottenerlo? Il mio LH Portfolio punta al 3% netto annualizzato in 20 anni per esempio. Datevi una scadenza, magari anche “facile” da raggiungere, ma datevela. 

Valutare e Modificare. Un obiettivo non è un monolite statico che non può cambiare. Controllatelo, valutatelo e se serve cambiatelo. Nel mio caso specifico per esempio se il portafoglio che seguo superasse la soglia di rendimento che mi aspettavo sarà necessario rivedere le cose, o se alcune aziende del portafoglio dovessero tradire le attese talvolta è necessario prendere le perdite e usare i soldi in altre maniere.

Il piano che andiamo a costruire ci dirà che strumenti vogliamo utilizzare, ci dirà con che partner vogliamo intraprendere il nostro cammino (inteso come broker/banca), ci dirà quanto tempo dovremo impiegare per seguire il nostro percorso. Sopratutto ci metterà al riparo delle influenze esterne che sono molte, perchè venditori di fondi e polizze sono sempre dietro l’angolo, così come il guru dell’ultimo minuto che cerca di convincerci che ha fatto 2 milioni di euro con i Bitcoins. Poi magari i Bitcoins sono lo strumento ideale per voi, e allora tutto bene, ma sarà sempre il vostro piano a dirvelo e non una pubblicità su internet o un amico “che ha letto un saggio sulle blockchains”.

Un piano preciso vi aiuterà quando vorrete vendere tutto perchè il mercato crolla, e lo ha detto Mentana. O vi aiuterà a non prendere quel titolo super high-yield che paga il 14% di dividendo, perchè magari seguire un investimento del genere occupa troppo tempo e semplicemente non è una cosa che fa per voi.

Per questo è necessario prima di tutto “capirsi”, e poi si può stilare il percorso che preferiamo tenendo conto di questi particolari, che sono diversi in ognuno di noi…