Made in Italy

L’instabilità politica Italiana sta offrendo un opportunità di acquito per le azioni del Bel Paese ?

Dunque ci risiamo, la polita ancora una volta intreccia le proprie vicissitudini a quelle dei mercati finanziari che notoriamente non amano l’incertezza, non importa di che colore sia il partito che governa, per i mercati l’importante è che qualcuno stia a capo per un periodo possibilmente più lungo possibile.

Ma indovinate un pò , l’Italia ha nel suo dna proprio l’instabilità di governo, un paese troppo frastagliato e variegato per essere unito su temi che toccano le tasche dei suoi cittadini, il nord vuole un costo del lavoro minore, tasse più basse per competere in ambito internazionale mentre il sud storicamente preferisce la tutela della rendita, le pensioni più alte e maggiore investimenti nel sociale.

E che dire del debito, delle infrastrutture, della burocrazia… insomma fare impresa in Italia è sempre più un “impresa” appunto!

Ma veniamo ai mercati, ovviamente quello che accennavo sopra trova riscontro nel listino Italiano , il grafico che vi metto alla vostra attenzione è semplicemente un confronto fra l’indice americano DOW JONES e il FTSEMIB, che rappresentano le blue chips dei due paesi.

                   SOURCE: GOOGLE FINANCE
 

Come posso commentare questo grafico? Credo che parli più di mille parole e spero che vi resti bene in mente perchè, secondo me, è sempre bene tenerlo presente quando si decide di investire per il lungo periodo.

Ora in qualità di investitore a lungo termine, decisamente preferisco investire i miei soldini sul grafico di colore blu, perchè a parte l’evidenza dei ritorni, so che statisticamente ho più probabilità di uscirne con una resa positiva. 

Storicamente le recessioni in america non hanno mai superato i due anni di durata, quindi investendo in america e comprando proprio nel momento di inizio di una recessione, sappiamo che in pochi anni possiamo tornare a vedere il nostro titolo in guadagno ( ovviamente non tutti i titoli americani recuperano da una recessione! ).

E in Italia?

SOURCE: TRADINGVIEW

 

Devo commentare il grafico?

Credo che il lettore di questo articolo posso trarre le proprie conclusioni.

Ora qualcuno potrebbe pensare, giustamente, che l’investitore in dividendi non compra l’indice ma i singoli titoli, e che quindi dobbiamo confrontare un equity ben diversa da quella dell’indice italiano. 

Bene, allora vorrei sottolineare un paio di pensieri su questo concetto.

Prima cosa, preferisco “pescare” in quella linea azzurra perchè se è vero che in italia ci sono molti titoli che hanno realizzato performance importanti recentemente, le probabilità che io riesca ad “azzeccare” l’investimento e il timing su questi titoli è molto bassa. Per contro se acquisto un titolo inserito in un paniere che ha storicamente una tendenza al rialzo ho una certa sicurezza che quella società contribuirà al rialzo.

Secondo fattore che vi metto all’attenzione è l’introduzione dei conti PIR in Italia. La possibilità di non pagare le tasse sui rendimenti dei titoli inseriti in questi conti ha sicuramente contribuito a far lievitare le quotazione delle small cap , perchè tra i vincoli del PIR ci deve essere una percentuale del conto destinata a questi titoli e i fondi PIR sono stato quindi composti introducendo obbligatoriamente queste società. 

Quindi suggerisco prudenza ad acquistare oggi, sicuramente ci sono realtà interessanti ma occorre valutarle molto attentamente per non rischiare di acquistare a prezzi elevati.

 

Ok Ok, vi sto parlando dell’equity ma che dire della rendita…

Premetto che la continuità di pagamento (tralascio l’aumento per pietà) in italia non è facile da trovare, solo questo parametro comporterebbe una pesante scrematura nella ricerca dei titoli da inserire a portafoglio.
Consideriamo sempre anche il fatto che i titoli USA pagano il dividendo trimestralmente, solitamente, quindi il flusso in entrata permette continuamente di investire in nuovi titoli e alimentare la mia macchina di dividendi, in italia tutti i titoli staccano annualmente e questo non permette una gestione ottimale della liquidità da reinvestire o spendere.

Dal punto di vista prettamente della rendita anche in italia si possono acquistare titoli sicuramente interessanti per i DGIers, e questa volta a favore gioca anche la tassazione del 26% contro quella al 37% americana.

Possiamo prendere in esame uno strumento che abbiamo voluto mettere a disposizione sul nostro sito e che trovate nella home page, ed è la classifica dei top pagatori.

La classifica è stata pensata per tenere aggiornato l’investitore in tempo reale, o quasi, del rendimento della società in base alla variazione del prezzo. Ho voluto evidenziare i primi trenta della classifica sottolineandoli, ed ecco il risultato ad oggi.

SOURCE: MYDIVIDEND.EU

 

 

Quelli elencati sopra sono i 30 titoli del mercato italiano con il rendimento maggiore, ne ho scelti tre che potrebbero essere interessanti occasioni di acquisto se il listino Milanese proseguisse a calare:


ISP:Intesa San Paolo
 
Non possiedo società del settore Istituti di Credito nel mio portafoglio, il listino italiano offre un ampia scelta di titoli bancari. Il settore soffre particolarmente fattori di polita e recessioni, nonchè il passaggio al web.
PERCHE SI: alto dividendo, società leader, conti societari positivi, benefici da futuri aumenti tassi.
PERCHE NO: rischio taglio dividendo
TARGET BUY PRICE: area 2 euro ( dividendo ~10%)

EQUI:Equita Group

Non possiedo società di rating finanziario nel mio portafoglio, il settore mi piace perchè anticiclico e non vedo particolari rischi legati al paese. 

PERCHE SI: alto dividendo, poca concorrenza.
PERCHE NO: quotata da poco, storico dividendo insufficiente.

TARGET BUY PRICE: area 3 euro ( dividendo ~7.33%)


IGD: Immobiliare grande distribuzione

Non possiedo società di  REIT centri commerciali nel mio portafoglio, il settore è alle prese con il cambiamento del comportamento di acquisto che passa dal centro commerciale, negozio fisico, a quello online tramite e-commerce. In italia gli acquisti nei centri commerciali sono ancora in relativa salute rispetto a quanto avviene in USA, penso che il web non farà scomparire i centri di qualità. 

PERCHE SI: alto dividendo, poca concorrenza.
PERCHE NO: incertezza sul futuro dei centri commerciali.

TARGET BUY PRICE: area 7 euro ( dividendo ~7.14%)
 
 

Conclusione

Possiamo dunque sfruttare un calo del mercato italiano per mettere a portafoglio alcuni titoli ad alto rendimento? certamente si , ciascuno sempre in base al proprio profilo di rischio e strategia di portafoglio.

 

 

 

Disclaimer: Ho scritto questo articolo da solo, ed esprime le mie opinioni. Non sto ricevendo un compenso per questo . Non ho alcuna relazione commerciale con alcuna società le cui azioni sono menzionate in questo articolo. Clicca qui per visionare il disclaimer completo di MyDividend