Poste Italiane

Sempre dipinte come un carrozzone statale, Poste Italiane sta cercando di fare un ambizioso turnaround. Nuova vita per il vecchio postino?

 EXECUTIVE SOMMARY

. Azienda

. Concorrenti

. Analisi del dividendo

. Quotazione

. Momentum

. Commento

. MyDividend Rating

 AZIENDA

Se cerchiamo titoli storici, Poste Italiane SPA è sicuramente uno di questi, dato che fu fondata nel 1862. Negli anni ovviamente l’azienda ha subito immense trasformazioni, passando da società privata a completamente statale e poi successivamente di nuovo a società privata con forte componente statale al suo interno. Il dato importante, che poi commenteremo, è che il 35% di Poste è in mano alla Cassa Depositi e Prestiti che è un’ente statale, mentre il Ministero di Economia e Finanza ne detiene un’altro 30% circa. Il resto fu messo a mercato nel 2015 con una IPO a prezzo di collocamento di 6,75 Euro. 
Potremmo dire che Poste Italiane fa anche lettere e pacchi, perchè sotto la guida del management degli ultimi anni, l’azienda si è differenziata in una serie di servizi che vanno dalla vendita di prodotti finanziari, alla telefonia, passando per le assicurazioni e libretti di risparmio. 

 CONCORRENTI

I principali concorrenti di Poste sono:

E’ un monopolio in Italia per quando riguarda le consegne di lettere, anche se ultimamente si sono affacciate anche aziende private che fanno questo servizio. Al contrario per quanto riguarda il resto dei servizi i competitors sono molti, ma data la poliedricità di Poste italiane è dififcile identificarne uno.  

 DIVIDENDO

Il dividendo ad oggi ammonta al 5,93% Lordo (4.39% netto Italia).

La società ha cominciato a pagare dividendi dal 2012 ed è classificabile come un CHALLENGER. 

Al momento il Payout Ratio si attesta attorno al 73%, ed in passato è sempre stato intorno all’80%. Come livello è alto, forse più da Utility che da azienda finanziaria, ma è vero che le caratteristiche di Poste hanno anche tratti da Utility.

 QUOTAZIONE

Il grafico ci fa vedere che la quotazione di Poste è tornata sui livelli della IPO iniziale, dopo un lungo periodo di appiattimento intorno ai 6 euro. Nell’ultimo anno, c’è stato un forte rialzo, poi smussato dalle vicende politiche italiane.

 MOMENTUM

Grafico settimanale:
In base all’analisi tecnica tradizionale l’RSI si trova in fase calante, indicando debolezza sul titolo.
Il MACD ha da poco tagliato verso il basso il suo segnale, come si nota dalle quotazioni il segnale arriva sempre in ritardo.

Da notare la formazione della Doji Star formatasi qualche settimane fa, il pattern anticipa inversione di trend. 

 COMMENTO

Ma poste è sempre quel Il carrozzone statale di cui parlavamo prima? Una cosa è certa, lo stato Italiano vede PST come un asset strategico, non ne deterrebbe il 60% altrimenti. 

Una prima analisi del titolo ci fa vedere un’azienda che in Italia, ma forse anche in Europa, non ha eguali in termini di capillarità di presenza sul territorio. Il dato che sono riuscito a trovare è vecchio ma nel 2012 c’erano piu di 13000 uffici postali per un totale di 144000 addetti.

Il management che ha gestito l’azienda in anni recenti è riuscito a capire che solo di lettere e pacchi Poste sarebbe morta, ed ha differenziato su una serie di servizi che adesso sono la vera e propria fonte di guadagno primario del gruppo. 

Finanziari e telefonia mobile, piu banking/savings (che per altro gia erano presenti) sono stati cavalli di battaglia ai quali sembra a breve verrà aggiunto anche un pacchetto assicurativo molto competitivo grazie ad una allenaza con Generali.

Sempre sul fronte alleanze, recentemente Poste a siglato l’intesa con la Federazione Italiana Tabaccai per far diventare gli associati dei veri e propri uffici postali aggiuntivi, presso i quali si possono spedire e ricevere pacchi e fare altre operazioni.  

Consideriamo anche il fatto che nella cultura italiana le poste sono sempre esistite, ed hanno questo alone di “sicurezza” dato dal fatto che in passato si potevano acquistare (si possono ancora prendere peraltro) i Buoni Fruttiferi Postali, che per molti anni sono stati una delle poche forme di investimento della popolazione italiana. I prodotti che sono venduti adesso sono tutt’altro che “supersafe”, si allineano all’offerta delle banche online e degli istituti classici, ma a livello mentale la forza che Poste puo mettere in campo è proprio nel fatto che viene percepita come un’azienda “tranquilla e sicura”. 

Mi riferisco ovviamente alla parte della popolazione che ha meno educazione finanziaria e che spesso prende decisioni piu sui sentimenti che sulle evidenze oggettive di un investimento. 

Ovviamente questo non vuol dire assolutamente che Poste venda prodotti scadenti, ma il punto è che è in una posizione molto piu forte rispetto alle banche per proporre i suoi prodotti. Per ritirare la pensione molti ancora vanno alle poste, ed ovviamente tutta la parte di lettere/pacchi deve per forza passare di li. I clienti devono andare all’ufficio postale, non male come vantaggio competitivo.

Anche i nuovi italiani, gli immigrati che lavorano nel nostro paese, devono per forza passare dall’ufficio postale per le richieste ed i rinnovi dei documenti di soggiorno. Quindi se prima o poi la popolazione che invecchia passerà a miglior vita, anche quella nuova sta imparando a conoscere PST.

A livello di pacchi e lettere ovviamente il business è molto calato, ma anche qui grazie ad alcune alleanze strategiche (Poste offre il servizio di punto di consegna per Amazon, tanto per dirne una), e ad SDA che di fatto è il corriere di Poste, il volume gestito è comunque di buon livello. 

A livello tecnologico, grazie allo sviluppo di una app dedicata è possibile adesso prenotare un appuntamento per fare qualsiasi cosa si voglia fare all’ufficio, di fatto annullando uno dei problemi piu annosi, LE CODE DEMONIACHE, che di solito si formano. (io la uso tantissimo e la trovo veramente geniale!)

Veniamo alla parte finanziaria. I numeri non sono malvagi, fatturati in crescita, utile in crescita, espansioni su prodotti/mercati diversi. PST ha un PRICE/BOOK sotto 1, il che vorrebbe dire che è sottovalutata in relazione all’equity che possiede, ha un DEBT/EQUITY di 0.5, quindi un debito che è inferiore agli asset che possiede. La crescita del dividendo è un poco altalenante, purtroppo questo è un fattore che dobbiamo accettare nelle aziende Europee. 

Di negativo vedo margini molto bassi, scendono dal 24% Lordi (che sarebbero perfetti) al 3% (Operativi). Questo significa che purtroppo l’azienda non è efficientissima, ma qui presumo che entri in gioco il problema statale ed il fatto che molti dipendenti sono ex-statali (illicenziabili e pagati molto bene). Sempre sul lato debole la crescita del dividendo è in calo, ma dinuovo vale il discorso delle aziende Europee molto meno attente a questi parametri. 

Chi vi scrive è LONG su PST, alle quotazioni odierne con un dividendo del 6% l’azienda secondo me è un buy, se non altro per le potenzialità di crescita che puo avere e per la posizione dominante su alcuni mercati/servizi.

 MYDIVIDEND RATING

PST ottiene un punteggio di 8.67/10

Il punteggio ottenuto è BUY (aggiungere a portafoglio).

Di sotto riporto l’elenco dei punti negativi e positivi del rating da noi calcolato. 

POSITIVI

  • 52wk Fraction
  • Payout
  • P/E
  • Profitti
  • DGI vs Bond
  • 52 LOW
  • Debt/Equity
  • DDM
  • P/B Ratio

NEGATIVI

  • QUICK RATIO
  • Crescita Div. 1-5 yr
  • Brand

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