Comprare e Vendere le News

Le News ed il rumore di sottofondo…

Oggi vorrei parlare di un fenomeno che nell’ultimo anno si è molto accentuato, ovvero i crolli/rally improvvisi generati da certe news. 

In USA si dice “Buy the Rumour, Sell the News”, compra il pettegolezzo e vendi le notizie. Il detto sta a significare che quando di “sente” qualche pettegolezzo positivo su una certa azienda si dovrebbe comprare. Di contro quando ci sono press release o notizie sulla stessa che magari non sono positivissime si deve vendere. 

Ovviamente si tratta di un detto, e come tale va trattato. Sopratutto in un periodo come quello in cui stiamo vivendo dove notizie, rumours, pettegolezzi e scoops vengono sparati giornalmente da varie testate. 

Nel caso specifico oggi mi voglio soffermare sulle news relative ad Amazon.

In America considerano “Amazon’ed” (Tradotto molto genericamente come “Amazonnata”, “azzannata da Amazon”) un titolo che crolla in maniera importante a seguito di news o acquisizioni fatte dal colosso di Bezos. 

Se investite negli USA probabilmente siete stati vittime anche voi di un crollo del genere.

Il mio primo titolo ad essere Amazonnato è stato GWW Grainger. In verità  l’avevo venduto poco prima ma continuavo a seguirlo. GWW perse  il 30% in un mix micidiale di vendite lente e movimenti di Amazon per servire direttamente le aziende. In 2 mesi ho letto di tutto, dal fatto che l’azienda era praticamente spacciata alle critiche del business model che non si era modificato nel tempo.

La verità come sempre non è quella delle prime letture, anzi. 

GWW Grainger non solo ha da tempo cominciato a vendere i suoi prodotti tramite una piattaforma online, ma sopratutto ha una selezione di prodotti per l’ufficio che Amazon semplicemente si sogna la notte. I raccoglitori colorati probabilmente li ha anche Amazon, ma in azienda servono molte altre cose. In più i buyer di solito privilegiano l'”one stop shop” piuttosto che avere 40 fornitori diversi per articoli a basso valore aggiunto. 

Morale della favola, GWW è tornata ai livelli pre-Amazon e li ha superati. 

Ovviamente io non ho comprato quando l’azienda era al -30% perchè non capivo quello che stava succedendo. Era piu facile credere alle news ed al potere della new economy. 

Quando si parla di errori io ci sono sempre ne mezzo! 

Nel corso degli ultimi anni ho visto altre “tragedie” simili. Ricordo quella di Whole Foods (comprata da Amazon che ha mandato in ciampanelle la grande distribuzione di cibo, anche in Europa, allarme poi rientrato) e ora con le farmacie. 

Non dico che Amazon non sia un pericolo per queste industrie, sarei folle nell sostenerlo. E’ un’azienda che ha un ottimo cash flow, distribuita capillarmente, gestita in maniera ottima. 

Dobbiamo anche renderci conto che attaccare settori molto protetti dove operano aziende che sono li da molti anni non è semplicissimo. Neanche per un gigante come Amazon. 

Foto della classica Barriera d’entrata

Spesso le barriere di entrata stanno anche nell’esperienza e nell’autorevolezza di un brand rispetto and un’altro sconosciuto (a parità di prodotto).

Il mercato, che poi rispecchia la nostra società, sembra estremamente condizionato da news Amazon-related. Certe volte mi sembra di individuare un vero e proprio movimento “standard” nelle azioni delle aziende che sono Amazonnate. 

Il primo giorno crollo del 8/14%, botta da news, tutti i riflettori sono sul titolo, o sui titoli in questione. Il calo ho notato che prosegue in maniera molto meno marcata per 2 o 3 giorni, quando tutto il parco buoi ha esaurito la follia da news c’e’ la solita fase di stabilità e poi il titolo procede a tornare ai livelli precedenti. Ovviamente non è matematico che tutte le aziende facciano questi movimenti, è una mia osservazione relativa ai titoli che seguo e che hanno sofferto dei movimenti di Amazon. 

Ultimamente, nell’ultimo anno sopratutto, ho deciso di sfruttare questi movimenti di pancia del mercato. Prima di tutto faccio una veloce due diligence sul titolo che è stato Amazonnato. 

1. E’ cambiato qualcosa da ieri ad oggi nei fondamentali dell’azienda?

2. Amazon è già attiva e sta già erodendo il mercato che ha appena attaccato?

3. Quali sono i progetti futuri a medio termine delle aziende che sono state colpite?

Non ci vuole molto a rendersi conto che nella maggior parte dei casi il mercato ha reagito in maniera violenta su una news, ma su pochi dati reali. E qui possiamo agire noi , comprando il ribasso o gestendo una strategia di opzioni (put in questo caso) che considerino il probabile rialzo futuro. 

Un’esempio recente? CVS.

Amazon ha comprato un’azienda che vende prodotti farmaceutici online, le aziende del settore retail/farmaceutico ed i distributori hanno perso molti punti percentuali dopo questa mossa. 

Che Amazon voglia entrare in questo mercato è indubbio, che riesca a farlo senza farsi troppo male e velocemente è un’altro discorso. Quando CVS ha fatto il -10% sulle news sono andato a controllare se fosse successo qualcosa. Per quanto cerco notizie su CVS noto che la politica dell’azienda è sempre la stessa. Aspettano l’ok al merger con Aethna (che vende assicurazioni mediche), il piano strategico prevede un’integrazione verticale per offrire tutta una serie di servizi al cliente che vanno dalla diagnostica alle cure in day hospital. 

Amazon e l’acquisto di una piattaforma che vende farmaci online non dovrebbe dare cosi tanto fastidio. 

Per CVS dopo la botta iniziale (durata 3 giorni) il titolo adesso sta recuperando. 

Come dicevo sopra, probabilmente è solo un caso, ma il mio parere personale è che si venda e si compri su news snippets (i lanci delle notizie) sempre di più, senza neanche leggere tutto l’articolo! 

Quindi, bottom line: giudicate sempre bene andando a vedere anche i fondamentali delle aziende che hanno movimenti su news e rumours. Spesso si aprono opportunità di acquisto grazie alla reazione violenta del mercato, non è un dogma certo, ma nel contesto in cui viviamo, dove l’informazione corre veloce ed è facilmente accessibile, è doppiamente importante valutare bene le cause di certi fenomeni.