Brexit

Ci sono delle opportunità che possiamo cogliere dalla Brexit?

Mi ricordo quella sera del 23 Giugno del 2016, facevo fatica a dormire. 

La sera avevo parlato con mia moglie della Brexit in toni alquanto sicuri “vedrai che non ne fanno di nulla, alla fine gli Inglesi sono persone responsabili e serie”. Cinque anni di vita e due titoli universitari presi nella terra di Albione a qualcosa saranno serviti!!

E invece non sono serviti a nulla, sappiamo tutti cosa è successo quella sera e cosa è accaduto dopo. 

Ma a distanza di 2 anni cosa è successo in questo periodo Pre-Brexit? Come DGIers possiamo sfruttarlo?

Premessa doverosa.

Dato che i titoli UK NON HANNO trattenute sui dividendi alla fonte, c’e’ solo la tassa italiana del 26%. Questo fa si che per i dividendi l’Inghilterra sia esattamente come l’Italia.

Se non sapevate questo vi consiglio di dare un’occhiata alla tabella che abbiamo messo sul sito che parla della doppia tassazione.

Quindi in ottica DGI i titoli UK sono molto interessanti perchè ci permettono di ottimizzare le tasse, quindi potremmo dire che “di base” sono un pool dal quale è sempre bene pescare.

E’ vero che per adesso la Brexit è qualcosa che gravita nell’etere e sui giornali, di fatto, in concreto, non è successo ancora nulla.

Il problema principale (cosa non da poco) è che il fronte che ha spinto per uscire dalla EU non ha un vero e proprio piano per l’uscita. 

Volendo essere buoni diremo che probabilmente pensavano di perdere, e che il referendum era una mossa politica tesa a raccimolare consenso per future elezioni. 

La storia la sappiamo, la Brexit è stata votata dal 51,9% dei votanti e di fatto è diventata una realtà molto concreta. 

Recentemente il governo May ha proposto la sua roadmap per l’uscita dalla EU, ma i negoziati con la controparte Europea ancora non sono cominciati, e di fatto si preannunciano in salita. Il tempo ci dirà cosa accade.

Recentemente ho trovato un interessante articolo sul Financial Times (link) che analizza azioni UK che hanno business fuori dal Regno Unito, e azioni UK che operano solamente nel Regno Unito.

La differenza in performance è molto marcata, come si evince dal grafico.

 

Uno degli effetti primari della Brexit (su carta per ora) è stato il crollo della Sterlina, questo ha aiutato le aziende che fatturano all’estero (dato che fatturano in moneta “forte”) e di contro ha penalizzato le aziende che magari devono importare prodotti da fuori UK. 

La debolezza del pound secondo chi vi scrive è uno dei fattori principali dello scenario Brexit. Tutto il battage mediatico sulla circolazione delle merci o meno avrà poca presa sull’economia reale. Io penso che un paese con la moneta supersvalutata come appare adesso la sterlina sia invece da monitorare attentamente.

Sappiamo che l’Inghilterra non produce materie prime, ha poca industria ed è dipendente dall’estero per una serie di prodotti. 

La sterlina a picco in questi due anni ha fatto aumentare l’inflazione, il costo delle utilities ed intaccato lo spending power dei cittadini inglesi.

Se la Brexit dovesse avere ulteriori “aggravi” in termini di dazi o difficoltà al trade internazionale la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente.

In una ricerca di LSE (link), si fa un’analisi piu di taglio economico. Da questo paper si evince come non sia facile predire se l’Inghilterra si avvantaggerà della Brexit o no. Sicuramente smetteranno di pagare i contributi all’Unione, ma si stima che basta un modesto calo del PIL di fatto si mangerebbe il “risparmio” che l’Inghilterra otterrebbe non contribuendo all’UE. 

Si fa rifermento anche al fatto che alcuni settori sicuramente perderanno i sussidi Europei. Agricoltura e Università saranno i due settori maggiormente interessati da questa perdita.

Interessante anche l’accenno all’immigrazione, che come giustamente evidenziato è diversa da quella clandestina/richiedenti asilo. Molti stranieri vanno in UK a fare lavori che i locali non vogliono fare e restringendo questo flusso si prevedono ricadute negative a livello pensionistico ma anche occupazionale. 

Tutte le organizzazioni internazionali sembrerebbero essere d’accordo nello stimare una crescita economica modesta nei primi anni post-Brexit, almeno finchè le cose non si siano stabilizzate un pochino. 

In questo contesto personalmente sto riguardando il portafoglio UK. 

Dato per certo che le aziende sovranazionali (tipo HSBC, VOD, DGEO, RB e simili) non dovrebbero soffrire oltremodo, le aziende che hanno respiro solo UK potrebbero invece proseguire verso performance negative. 

Per questo motivo compagnie come NXT, WTB, GNK al momento sono sotto scrutinio da parte mia perchè il loro fatturato è prevalentemente fatto in UK e potrebbero risentire di un ciclo economico a ribasso negli anni a venire. 

Detesto le previsioni del futuro, e quindi cerco di non perdere troppo tempo nel fare le carte ad un mercato. In questo caso però, essendo la Brexit un evento particolare sto cercando di capire se ci saranno opportunità per noi investitori DGI e dove.

Fateci sapere le vostre opinioni sul FORUM, dove è aperta la discussione su questo articolo!