Pattern Energy Group Inc.

Energia rinnovabile e pulita, una scommessa possibile con una small cap ad alto dividendo, e rischio.

 EXECUTIVE SOMMARY

. Azienda

. Concorrenti

. Analisi del dividendo

. Quotazione

. Momentum

. Commento

. MyDividend Rating

 AZIENDA

Pattern Energy Group è una società indipendente leader nel settore delle energie rinnovabili con sede negli Stati Uniti.
Insieme alla loro società affiliata Pattern Development, cercano opportunità per una nuova crescita attraverso lo spettro del vento, del solare, della trasmissione, dello stoccaggio e delle tecnologie energetiche avanzate. Dispongono di progetti su vasta scala negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone, oltre a progetti di sviluppo aggiuntivi in Messico.

 CONCORRENTI

I principali concorrenti di PEGI per capitalizzazione simile, sono:

  • NextEra Energy Partners LP (NEP)
  • Otter Tail Corporation (OTTR)
  • Terraform Power (TERP)
  • Transalta Corporation (TAC)


 DIVIDENDO

Il dividendo ad oggi rende circa il 9,87% Lordo.
La società continua a incrementare il dividendo da 4 anni ma ha annunciato che fermerà l’ aumento quest’anno fino a raggiungere un miglior livello di payout ratio ( obiettivo 80% ) che al momento si attesta attorno al 135%. 

 QUOTAZIONE

Il grafico a partire dalla sua quotazione del 2013 ha tendenza negativa, un inversione si avrebbe solo al superamento dei massimi segnati nel 2017.

 MOMENTUM

Grafico settimanale.
In base all’analisi tecnica tradizionale l’RSI e il MACD hanno accusato il colpo del forte ribasso registrato venerdì 13/07.
Per quanto riguarda le medie mobili indicano che il trend di lungo è negativo ma la tendenza non è ben definita.

 COMMENTO

Sebbene la società non ha molti anni di comprovato successo e una storia lunga di pagamenti, offre alcuni aspetti che mi inducono in un possibile inserimento a portafoglio.

Premetto il solito avvertimento sulle società che distribuiscono dividendi particolarmente alti, pensando alla media attuale dell’SP500 che si attesta al 1.82%, quando guardiamo a titoli che rendono il 10% è sempre bene ricordarsi che potrebbero essere delle “Bull Trap”, quindi il rischio si alza e occorre fare un analisi particolare prima di prendere posizione.

Ma veniamo a PEGI, la società opera in un megatrend in crescita per i prossimi anni (molti anni), inoltre va sottolineato che è gestita da un team che si è dimostrato allineato con gli obiettivi aziendali.

PEGI produce energia da fonti rinnovabili con proprietà degli impianti e partecipazioni parziali con presenza in quattro paesi principali che sono: Stati Uniti d’America, Canada, Giappone e Messico.

Riporto sotto una slide dal sito di Pattern che elenca i loro tre pilastri guida:

Qualità degli assets, crescita organica e un buon management sono alla base delle aspettative dichiarate per la via del successo sostenibile.

 

Un cenno al settore delle rinnovabili

Sul mondo dell’energia pulita ci sarebbe da scrivere per ore, l’argomento è molto complesso e ci sono molte considerazioni da fare, ma cercherò di accennare in poche righe qualche concetto che comunque è necessario conoscere .

Quando si parla di produrre energia occorre comprendere la differenza di produzione tra le varie alternative oggi presenti, la produzione di energia da carbone o da nucleare ha infatti rendimenti vicini al 90% nel corso dell’anno in quanto è possibile produrre sempre indipendentemente da altre condizioni come il vento e il sole, elementi indispensabili per le rinnovabili. Queste ultime due fonti di energia hanno una media di efficacia annuale che si attesta attorno al 37% e 27% rispettivamente, quindi se ne deduce un enorme differenza in ambito di generazione, stoccaggio e rendimento a svantaggio delle fonti rinnovabili.

Questo concetto è molto importante perchè avere un grande potenziale di produzione, quello attuale di PEGI è di 3 MW e previsto in crescita a 5MW entro il 2020, non è importante se poi la resa data dalla presenza di vento non è adeguata. 

Quindi un investimento in società che produce energia rinnovabile deve essere ponderato non solo dalla capacità di produrre energia nominale ma anche dalla location corretta dove l’azienda opera, zone ventose o particolarmente soleggiate sono posti unici e non replicabili.

Inoltre le condizioni climatiche sono sempre in evoluzione e cali di vento per l’eolico possono incidere sui conti di un trimestre intero, in generale le società che producono energia da fonti rinnovabili non riescono a garantire una continuità di energia proprio per le caratteristiche intrinseche al settore, inoltre gran parte dell’energia generata viene dispersa per via di inefficienze sullo stoccaggio.

 

Alcuni Catalyst potenziali futuri

Il settore delle energie rinnovabili non è certamente ben visto dall’attuale amministrazione Trump, che ha riaperto la strada al carbone e degradato le preoccupazioni sulle questioni ambientali.
Un aspetto positivo tuttavia si potrebbe palesare qualora ci fosse nei prossimi anni un ritorno dei democratici alla Casa Bianca da sempre più sensibili alle questioni “green”.

Il costo attuale del petrolio rappresenta invece un catalyst immediato in quanto un elevato prezzo dell’ oro nero rende sempre più convenienti le alternative di stoccaggio prodotte da vento e sole.

Recentemente la società ha iniziato ad investire in Giappone dove il costo dell’energia eolica viene pagato circa il doppio rispetto che negli USA, da capire la resa in quanto pare che non ci siano zone particolarmente ventose nel paese del sol levante.

 

Considerazioni sul prezzo attuale

Venerdì scorso il titolo ha affrontato una seduta molto difficile, il motivo è il declassamento a  Underperfom da parte di Merrill/BofA con la seguente motivazione:

” L’analista Julien Dumoulin-Smith vede una prospettiva sostanzialmente sfidata mentre l’azienda cerca modi per ridurre l’indebitamento elevato e raggiunge il suo obiettivo di distribuzione del dividendo dell’80%. Dumoulin-Smith ritiene che debbano essere intraprese azioni di riduzione dei costi più aggressive e che sarà difficile per l’azienda ridurre il rapporto di distribuzione dei dividendi a livelli sostenibili senza tagliare il dividendo.”

Come accennato nella sezione del dividendo l’obiettivo della società è ridurre il payout ratio all’80% per dare credibilità alla sostenibilità del dividendo molto alto. Nell’ultima conference call a domanda diretta la società ha risposto che non hanno mai pensato ad un taglio del dividendo.

Come vedete quindi la questione relativa alla distribuzione è centrale per PEGI, al momento il dividendo resta coperto dal flusso di cassa con rapporto 1.04x per l’ultimo Q ( 42,3 m pagati e 43,1 m disponibili ).

 

Conclusioni

Certamente come avrete compreso investire in PEGI è una sfida non priva di rischi, compensato però da un ottimo rendimento, il possibile taglio del dividendo paventato dall’analista della banca d’affari ha spaventato gli investitori e creato l’opportunità di acquistare nuovamente vicino ai minimi assoluti per chi crede alle prospettive del settore e in particolare alle capacità di PEGI.

Possedere azioni di PEGI comporta volatilità sul capitale investito e una possibile riduzione del dividendo e non rappresenta in pieno un titolo da CRESCITA del dividendo, ma se riuscissero a vincere la sfida di far calare il ratio sulla distribuzione sarebbe un ottimo investimento.

Come sempre consiglio nel caso foste interessati ad inserire il titolo di farlo in base al proprio portafoglio, strategia e nella size appropriata al tipo di investimento.

 MYDIVIDEND RATING

PEGI ottiene un punteggio di 6.11/10

Il punteggio ottenuto è HOLD (mantenere a portafoglio).
Una nota da sottolineare è sicuramente il fatto che il dato sui margini netti registrati a fine 2017 e usati per calcolare il rating è negativo (- 4%), il dato TTM invece è positivo e registra un 26.6%.  

Di sotto riporto l’elenco dei punti negativi e positivi del rating da noi calcolato.

3 PUNTI: Dividend Yield

2 PUNTI: 52 wk, Pegy, DGR

1 PUNTO: P/B, DDM

0 PUNTI: DGR5, Avr Payout, FCF/Debt,  Graham nr., Brand, Quick ratio, P/E

-1 PUNTI: Margin

Per maggiori informazioni su come si compone il mydividend rating si rimanda alla specifica pagina del sito. clicca qui

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