Qualche riflessione sul Bitcoin

Pubblico questo articolo perchè l’ho scritto su commissione ma mi è stato rifiutato dal committente perché “ pieno di concetti sbagliati”.

Ora io non sono un esperto di Bitcoin, reputo a voi giudicarne comunque il contenuto.

Personalmente la mia opinione sulle cripto valute è che gli unici a trarne profitto sono i creatori che se li sono ritrovati in tasca a costo vicino a zero, e spero per loro se ne siano liberati, almeno in gran parte, quando la quotazione è salita alle stelle

Ma soprattutto i veri approfittatori sono tutti quei broker, siti, analisti che hanno aperto le loro belle sezioni di corsi, webinari, analisi, e-book , segnali di fumo.. e chi più ne ha più ne metta!

Ironia della sorte, parlando di mining di Bitcoin mi è subito saltato alla mente il periodo dell’età dell’oro e l’analogia è quasi strabiliante, si perché, come oggi sappiamo, anche in quel caso i soldi li han fatti quelli che vendevano pale e setacci per la ricerca dell’oro mentre si  contano sulle dita di una mano i soggetti che realmente si sono arricchiti con la scoperta di oro!

Ad ogni modo riporto sotto il mio “pessimo“ articolo, sperando che un esperto in materia mi illumini sulle castronerie che avrei messo nero su bianco. Grazie!

Il titolo del pezzo è sulla convenienza o meno , oggi, di minare Bitcon da zero.

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Il Bitcoin chi non lo conosce oggi? Chi lo demonizza chi crede sia il futuro, ma nel 2019 conviene creare da zero un Bitcoin ? Dovete sapere che le componenti essenziali per minare un Bitcoin sono due: la spese in corrente elettrica e il costo della componente tecnologica .

Quindi per fare mining ricavandone un utile occorre spendere il meno possibile per entrambe le parti, ma non solo occorre anche che il prezzo della moneta virtuale si mantenga su valori elevati che,secondo ricerche effettuate da società del settore il breakeven si ha dai 6.000 ai 8.600 dollari per Bitcoin.

Cerchiamo di capire qual è la via ottimale per trarne benefici senza incappare in perdite di tempo e denaro.

Abbiamo detto che il necessario per minare il Bitcoin sono la componente energetica, la corrente elettrica in pratica, che serve ad alimentare i mega calcoli necessari all’hardware del computer, nello specifico i microprocessori GNU delle schede grafiche dedicate, di solito almeno un paio, che permettono di ottenere i Bitcoin.

Per darvi un idea vi basti pensare che per ottenere 1 $ di Bitcoin sono necessari in termini di energia  17 megajoule di potenza. In confronto per ottenere il medesimo dollaro in oro occorrono 5 megajoule e 7 per ottenerlo in platino.

Risultati immagini per mining bitcoin

Un altro aspetto da sottolineare è l’impatto ambientale che l’attività di mining ha comportato e comporta, infatti a causa dell’enorme dispendio di energia necessaria si calcola che ad oggi sia stata immessa in atmosfera anidride carbonica per l’equivalente di 1 milione di automobili. Vista la tendenza alla sensibilità delle nuove generazioni sarà sicuramente un tema che avrà un suo peso in futuro.

Tornando all’aspetto prettamente legato alla convenienza nell’estrazione di cripto valuta, dobbiamo dunque pensare prima ai costi sostenuti e senza dubbio se pensate di poter eseguire l’attività con il vostro pc in maniera casilinga, magari collegando il tutto ad un impianto fotovoltaico occorre che facciate bene i conti perché ammortizzare i costi sarà veramente un impresa ardua.

Se pensiamo che una struttura informatica del valore di migliaia di euro riesce a generare solo pochi centesimi di Bitcoin al giorno, per essere conveniente l’attività di mining sarà necessario che il prezzo di una singola unità di valuta virtuale dovrà tornare ad apprezzarsi, almeno sopra i 6000 dollari come descritto prima.

Per ovviare a tutto ciò l’unico modo efficace oggi di fare mining è quello di farlo tramite società, dette Server Farm, appositamente situate in paesi dove il costo sia dell’attrezzatura che della componente energetica è infinitamente inferiore a quello ottenuto nei paesi sviluppati come Europa o Stati Uniti.

Meglio ancora sarebbe che, oltre a sfruttare la componente Paese per la minore spese elettrica, si utilizzassero sistemi di Cloud con i quali si riesca a condividere le spese anche della tecnologia consentendo di spezzare i costi a più players rendendo il mining più accessibile.

Concludendo per fare mining in modo efficiente oggi occorre appoggiarsi a Server Farm ubitacte in luoghi stratgici e che possono quindi abbattere i costi delle componenti essenziali e necessaire al mining stesso.

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Ad ogni modo, secondo il mio modesto parere, il Bitcoin non rappresenterà mai un investimento ma solo un opportunità di speculare su un sottostante con una certa volatilità, come può essere qualsiasi altro sottostante a mercato da una materia prima a una valuta.

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leguf
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Rimanendo in tema, e quindi tralasciando la parte “filosofica” sulla necessità o meno delle criptovalute e nella fattispecie del bitcoin, una cosa che non è stata presa in considerazione dall’articolo è il costo molto elevato della componente raffreddamento che si potrebbe comunque raggruppare sotto il cappello delle spese in energia elettrica.
Le migliori società di mining tendono a sfruttare i vantaggi offerti a titolo gratuito dalla natura, ovvero costruiscono le loro farm in grotte o in posti remoti del nord dove il freddo naturale abbatte i costi di dispendio di energia per il raffreddamento.

ciao – leguf