Che cosa sono i DRIP?

Per gli investitori che si stanno affacciando al mondo dell’investimento a caccia di dividendi il DRIP è un acronimo che si legge molto spesso ma di cui non si conosce il significato. Si tratta infatti dei “Dividend Reinvestment Plans” che molte aziende offrono ai propri sottoscrittori. Questi programmi consentono di reinvestire immediatamente i dividendi percepiti comprando azioni dell’azienda con i proventi del pagamento.

 

Come Funzionano i DRIP?

Non c’e’ molto da spiegare, ma in generale l’azienda richiede che l’investitore sottoscriva il programma DRIP ed in automatico investirà in azioni al prezzo corrente dello stacco del dividendo la cifra necessaria a comprare una o più azioni. Quando se avanzano soldi dalla transazione questi verranno liquidati come un normale dividendo sul conto corrente.

Attivare una procedura DRIP non è difficile ma richiede che si tratti direttamente con l’azienda di cui siamo azionisti, va detto che alcune banche offrono questo servizio e quindi non dobbiamo parlare con uffici diversi per ogni azione che vorremmo “DRIPpare”, ma con un interlocutore unico.

 

Che vantaggi può darmi un DRIP?

I vantaggi sono tali solo quando decidiamo quella che sarà la nostra strategia di investimento. Non ci stancheremo mai di ripetere che non c’e’ una sola “formula magica” per investire, ma è tutto tarato in base agli obiettivi che l’investitore si pone.

Il DRIP ha senso quando siamo in presenza di un’azienda di cui noi sposiamo completamente il management, mercato, prodotto, prospettive, indipendentemente dalla resa percentuale del dividendo. Reinvestire automaticamente i proventi significa comprare azioni anche a prezzi più alti del nostro valore medio, di fatto diminuendo il rendimento in percentuale delle cedole. Se avete un’azione da “cassettista” che non vorrete vendere mai, il DRIP può essere un sistema per incrementare leggermente nel tempo le quote senza dover fare acquisti diretti. Considerate anche che il DRIP non ha commissioni, e i costi sono bassissimi (questo dovete verificarlo con le aziende direttamente), quindi è una forma efficiente di reinvestire il dividendo inoltre alcune società offrono uno sconto sul prezzo di mercato nel momento dell’acquisto.
Da ricordare che il dividendo è tassato comunque (da lì non si esce purtroppo…)

 

E quali gli svantaggi?

Le azioni DRIP non possono essere vendute sul mercato, quando gli investitori vogliono vendere le proprie azioni DRIP devono venderle alla società che le ha emesse al prezzo corrente di mercato salvo passare tramite broker che faccia da intermediario.
Se invece preferite disporre di liquido per comprare azioni di altre aziende, e diversificare l’investimento è chiaro che il DRIP non fa per voi.

 

Cosa devo fare per attivare il DRIP?

Va detto anzitutto che in Italia non sono molte le aziende ad offrire questa forma di reinvestimento delle cedole, mentre all’estero è una procedura più diffusa. Per prima cosa bisogna sincerarsi che l’azienda offra questo tipo di servizio, una volta che abbiamo questa informazione possiamo chiedere alla nostra banca, o direttamente all’azienda di avere la modulistica per sottoscrivere il programma.

Ogni azienda lo gestisce diversamente, percui mettetevi in testa che un poco di lavoro va fatto, almeno all’inizio. Le aziende dovrebbero mandare una certificazione dell’acquisto effettuato, che in un secondo momento può essere girato al broker o alla banca per fare l’assegnazione dei titoli sul portafogli.
Alcuni “DRIPpers” tengono traccia delle azioni tramite le aree riservate delle varie aziende.