Le Strategie DGI

DGI sta per “Dividend Growth Investor”, tradotto dall’inglese abbiamo “Investitore su crescita di Dividendi”.

Detto così ne sappiamo quanto prima! 

Partiamo dalle basi! Cosa sono i dividendi?

I dividendi sono una parte di utile che le società distribuiscono ai propri azionisti.

Non tutte le società distribuiscono dividendi, molte aziende tengono gli utili e li reinvestono nel business cercando di incrementare il valore dell’azienda e di conseguenza delle azioni.

Il primo aspetto che non sfuggirà è che i dividendi di fatto hanno un effetto negativo sulle quotazioni aziendali, in quanto l’ammontare pagato agli azionisti di fatto fanno abbassare il prezzo delle azioni esattamente dello stesso ammontare del dividendo pagato, ma come vedremo non è questo un aspetto interessante nella valutazione delle strategie DGI.

In Italia, e più in generale in Europa, aziende che pagano dividendi sono abbastanza rare, mentre in USA questa forma di distribuzione degli utili è molto comune. Questa distinzione ci fa capire come le strategie DGI siano nate in America e trovano in Warren Buffett uno dei piu famosi attuatori di queste forme di investimento.

Ma torniamo alla strategia di base.

Un “DGIer” (investitore che segue la strategia DGI), è una persona molto metodica che cerca aziende che sposano la distribuzione di dividendi come politica aziendale. Chiaramente queste compagnie per pagare i loro azionisti devono avere utili, percui la ricerca di focalizza su business che possano creare utili costanti nel tempo, possibilmente incrementando i guadagni nel corso degli anni.

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Per fare questo è necessario che queste aziende abbiano dei prodotti o dei servizi molto particolari o che operino in contesti economici difficilmente aggredibili dalla concorrenza.

E qui introduciamo un primo concetto, quello delle “barriere di entrata”, veri e propri ostacoli alla concorrenza che garantiscano guadagni “quasi certi”.

Senza la costanza degli utili è infatti impossibile pagare dividendi agli azionisti.

Un’altro aspetto fondamentale, che spiega il “Growth” in DGI, è il fatto che le aziende che stiamo cercando sono tutte compagnie che negli anni non solo hanno pagato dividendi, ma che hanno incrementato la cifra distribuita, anno su anno.

Riassumendo concentriamo i nostri sforzi su entità che fanno utili costantemente, che hanno alte barriere di entrata nel loro business e che pagano dividendi crescenti negli anni.

Adesso che abbiamo identificato cosa stiamo cercando possiamo spendere alcune parole per capire come una strategia DGI si sviluppa.

Va fatta una premessa importantissima, queste strategie sono di lunghissima durata, (20 anni e più) spesso si tende a non vendere mai le azioni che si posseggono, per il semplice fatto che vendendole non accederemmo ai dividendi che le aziende distribuiscono.

Ogni anno riceveremo da queste azioni una serie di pagamenti, cash, che verranno depositati sul nostro conto corrente. Normalmente queste cifre vengono utilizzate per comprare altre azioni di aziende che abbiano le stesse caratteristiche. A loro volta le nuove azioni incrementeranno l’ammontare dei dividendi che percepiremo nel tempo.

Questo circolo virtuoso crea quello che gli anglosassoni definiscono uno “snowball effect”, o effetto palla di neve, ci consente l’incremento dei proventi da dividendi ed il nostro portafoglio. detto anche EFFETTO COMPOUNDING

Il punto di arrivo è chiaramente cercare di creare una rendita stabile e crescente che vada ad integrare i nostri guadagni.

Immaginatevi di avere ogni anno un extra “stipendio” che ci proviene da aver messo a lavorare i nostri risparmi.

Questi soldi che incameriamo sono “soldi veri” ( e non guadagni su “carta” come accade per chi investe solo sulla rivalutazione delle azioni) e pertanto possono essere utilizzati in varie maniere, non solo come reinvestimento ma anche per altri scopi.

Alcuni DGIers sono riusciti ad arrivare ad avere una rendita mensile tale che gli ha permesso di smettere di lavorare e vivere con il flusso cedolare.

A livello di “indicatore societario” i dividendi offrono una chiara finestra sui fondamentali delle società.

Infatti è praticamente impossibile prevedere quando, perché o quanto i mercati oscilleranno in un dato giorno. Nel tempo, tuttavia, i dividendi non solo forniscono un flusso di entrate relativamente prevedibile, ma se le cose vanno male di solito vengono sospesi o tendono a non crescere.

Per gli amanti dei numeri e statistiche vi mando a questa sezione

“Ok Lorenzo, ma se è così facile perchè non lo fanno tutti?”

La domanda è giustissima, e la risposta è molto semplice: non è semplice avere costanza e lungimiranza negli investimenti.

Oltre alla durata dell’investimento (che alcuni potrebbero non voler sposare), dobbiamo capire quale è il target di rendimento che cerchiamo dai nostri risparmi.

Se si vuole rendimenti del 10% annui da subito, probabilmente questa strategia non è l’ideale, perchè normalmente le aziende che cerchiamo come DGIers non hanno margini di crescita esplosivi essendo player già stabili e conosciuti. Cresceranno nel tempo ma a ritmi molto meno sostenuti di una startup tecnologica o una “biofarmaceutica d’assalto”. 

La creazione di un portafoglio da DGI richiede molta ricerca e un poco di pazienza, in quanto il prezzo di entrata su un titolo inciderà sul rendimento dei dividendi.

Una azione che paga 1 euro di dividendi all’anno, che oggi quota 100 euro di fatto offre un rendimento dell’1%. Se il titolo scendesse a 80 euro il rendimento sale all’1,25%.

Questa strategia è per la persona paziente, un contrarian investor (l’investitore che entra a mercato in momenti di forte crollo o storno), un investitore che fa analisi approfondite sulle compagnie e non ha paura di vedere quotazioni in negativo in quanto il vero obbiettivo è il flusso cedolare, quasi per creare una “pensione integrativa”, e non un milionario in 3 mesi.  

Non tutti gli investitori vogliono, possono, riescono a stare in questa descrizione.

Nelle pagine, negli articoli e negli interventi del forum che trovate su MYDIVIDEND.EU cercheremo di approfondire molti aspetti del DGI.