Sell In May And Go Away

Se vi state chiedendo cosa diavolo ci azzecca quella foto coi cavalli con la vendita di azioni a maggio… ora lo scoprirete!

Dovete sapere che l’origine del famoso detto che da il titolo a questo articolo, e che trovate scritta in tutte le testate di finanza ogni anno in questo periodo, arriva a noi da un antica usanza degli Aristocratici Inglesi, che lasciavano la città, per i mesi caldi, fino a metà settembre quando si svolgeva l’ultima tappa della della British Triple Crown, una corsa di cavalli purosangue. Questa manifestazione si teneva nel St. Leger’s Day a St. Leger’s Stakes.

Ecco quindi il detto originario : Vendi a maggio, vai via e torna a St. Leger’s Day

Nel corso degli anni numerosi studiosi hanno formulato varie teorie utilizzando le statistiche temporali,
riporto un esempio di un famoso studio Americano che sostiene:

” Sell in May effect studied by Bouman and Jacobsen (American Economic Review, 2002). Reducing equity exposure starting in May and levering it up starting in November persists as a profitable market timing strategy. On average, stock returns are about 10 percentage points higher in November-April half-year periods than in May-October half-year periods. We also find the Sell in May effect is pervasive in financial markets.”

Performance superiori dunque secondo alcuni, tanto che negli ultimi anni sono nati ETF che puntano alla rotazione settoriale basandosi sulla stagionalità dei mesi estivi, riporto un esempio con backtest positivo.

 

Cosa dice la statistica

Secondo l’ Almanacco del “Agente di cambio” , dal 1950, il Dow Jones Industrial Average ha avuto un rendimento medio del 0,3% nel periodo da maggio a ottobre, a fronte di un guadagno medio del 7,5% nel periodo da novembre ad aprile.

Tra i molti grafici disponibili in rete ho scelto questo in quanto, credo, sia immediata la comprensione della resa statistica sul lungo periodo.

Voglio ora mostrarvi un grafico tratto dal sito Trapedia.it che mostra come quanto emerge dai numeri di statistica riportati in precedenza sia efficace ad esempio con maggior sensibilità sugli indici europei e in particolare sul nostro FTSEMIB.

I dati prendono in esame quattro indici per un periodo superiore a 20 anni, notiamo come i mesi estivi siano poco performanti anche se il mese peggiore statisticamente risulta essere novembre.

Ok, le statistiche quindi supportano il nostro aforisma per cui sembra decisamente conveniente vendere o ruotare il portafoglio a maggio e di nuovo a settembre, ma ricordiamoci sempre che la statistica lavora su medie di lungo periodo, quindi ogni anno è diverso e non è detto che quest’anno sia uno di quelli favorevoli a questa strategia.

 

Ma come possiamo sfruttare queste informazioni di statistica ai nostri fini di investitori di dividendi?

Partiamo dal presupposto che non tutti abbiamo la stessa strategia, quindi ogni investitore deve adattare la propria in relazione alle informazioni che può trarre da queste statistiche.
Di norma un investirore in crescita di dividendi non dovrebbe vendere i propri titoli per “rincorrere” la performance di portafoglio, tuttavia possiamo utilizzare questi dati per adottare alcune strategie comuni a tutti.

Una valutazione che sicuramente interessa è che dovendo aggiungere posizioni nuove al nostro portafoglio, il periodo estivo se dovesse mostrare un calo delle quotazioni aumenterebbe quello delle rendite, quindi comporterebbe sicuramente un vantaggio per chi acquista.

Aumentare la frequenza di acquisti di titoli DGI, magari con i dividendi ricevuti nel primo trimenste,  tra maggio e settembre dovrebbe quindi risultare una mossa valida per aumentare la resa del nostro portafoglio.

più nuovi più vecchi più votati
Notificami