OBBLIGAZIONI: Le convertibili trovano valore nelle attività di M&A

OBBLIGAZIONI: Le convertibili trovano valore nelle attività di M&A

Stanford (GAM): “Opportunità per le convertibili? Il premium potenziale offerto dall’attività di M&A è un fattore positivo per l’asset class”

“Considerate le difficoltà nell’ottenere un rendimento accettabile tramite gli investimenti obbligazionari tradizionali, unitamente al costante rischio di ulteriore volatilità sui mercati azioni, crediamo che l’allocazione in obbligazioni convertibili, grazie ai benefici potenzialmente asimmetrici, sia un’opzione da prendere in considerazione“, spiega Jonathan Stanford, investment director di GAMDa un lato, le obbligazioni convertibili offrono un upside potenziale di grande attrattiva rispetto all’obbligazionario governativo e corporate tradizionale. Come suggerisce il nome, le convertibili sono uno strumento di debito che offre la possibilità di convertirlo in azioni della società emittente, offrendo quindi una significativa partecipazione all’apprezzamento del mercato azionario. Dall’altro, le caratteristiche da reddito fisso delle convertibili (vengono tipicamente emesse in quantitativi nominali, offrono una cedola e hanno una data di scadenza definita) comportano un buon grado di protezione dai ribassi in occasione di un sell-off dei mercati azionari.

 

L’asset class ha quindi performato largamente in linea con i mercati azionari nel corso dei recenti cicli di mercato, ma con una volatilità molto inferiore. Il mercato europeo delle obbligazioni convertibili, ad esempio, ha registrato solo un terzo della volatilità mostrata dai mercati azionari europei negli ultimi 25 anni. “Ci troviamo attualmente in una situazione di fatto inusuale, – prosegue il director – con molte convertibili che rendono più delle loro controparti obbligazionarie classiche. Ne segue che l’opzione di conversione non solo non presenta il tipico premium, ma che i detentori di convertibili vengono a tutti gli effetti compensati per essere investiti in queste obbligazioni”. 

 

“Crediamo che sia importante un approccio fortemente selettivo alle convertibili. Si tratta di un mercato relativamente piccolo e concentrato e gli aspetti tecnici possono non essere compresi a fondo – che può risultare a correzioni marcate a seguito di flussi negativi di notizie”. “Crediamo che queste reazioni siano spesso legate da un’attenzione eccessiva al benchmark e alla mentalità di gregge piuttosto che a un approccio razionale basato sui fondamentali, ha puntualizzato Stanford. “Ad esempio, l’intero mercato delle convertibili è stato soggetto a un certo livello di volatilità a seguito di due importanti sell-off che hanno interessato le emissioni di una società tedesca del fintech e di una società di real estate con sede in Lussemburgo, entrambi causati da un flusso di notizie negative sulle due aziende”.

 

“Siamo convinti che la gestione attiva sia un requisito necessario per identificare le emissioni di convertibili più interessanti. L’attività di M&A può offrire opportunità particolarmente vantaggiose dato che le convertibili, nell’eventualità di un’acquisizione, permetterebbe ai detentori di essere ampiamente compensati se, all’annuncio di un takeover, l’opzione di conversione dell’obbligazione è out-of-the-money, ossia inferiore al valore a cui avviene l’operazione di M&A. Questo meccanismo si è innescato, ad esempio, nel caso di una recente acquisizione nel settore farmaceutico, per cui i detentori di obbligazioni convertibili della società acquisita hanno beneficiato di un generoso premio rispetto ai termini di conversione originali. Crediamo che il premium potenziale offerto dall’attività di M&A sia un fattore molto positivo per l’asset class“, conclude Stanford.

 Articolo originale di GAM investments