PETROLIO, quale scenario per il futuro?

PETROLIO, quale scenario per il futuro?

Personalmente sono sempre stato scettico sui titoli puramente Oil, si perchè non vedo il petrolio come fonte energetica del futuro, la mia preferenza cade sul Natural Gas, ma sono ben consapevole che il petrolio e i suoi derivati oltre a servire per molti decenni ancora non sono utilizzati unicamente in campo energetico.

Fatta questa premessa sono quindi sottopeso di titoli legati in maniera stretta alla quotazione del petrolio, la sensazione è quella di comprare un settore in calo costante, eppure leggendo articoli come questo le mie certezze vacillano quindi ho deciso che nei prossimi giorni studierò nuovamente alcuni titoli Oil per capire se è possibile inserire qualche nuova posizione, e chissà se Aramco …

L´Opec abbassa le sue previsioni sulla crescita della domanda di petrolio nel medio e lungo periodo, citando condizioni del mercato problematiche ed i “segnali di stress” dell´economia mondiale, ma allontana i timori sul raggiungimento di un imminente picco per i consumi della materia prima in coincidenza con la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico.

Petrolio: Opec taglia stime sulla crescita della domanda 

Nel suo consueto report World Oil Outlook (WOO), in cui esamina annualmente le condizioni dei mercati energetici e le proiezioni sull´espansione dell´economia globale, l´Organizzazione dei Paesi esportatori ha tagliato a 104,8 milioni di barili giornalieri le stime sull´aumento della domanda di greggio entro il 2024, e a 110,6 milioni quelle per il 2040.Il cartello petrolifero sottolinea che gli ultimi dodici mesi sono stati in generale ancora una volta “sfidanti” per il mercato dell´energia, in un contesto in cui “segnali di stress sono comparsi nell´economia globale, e l´outlook sulla crescita globale, almeno nel breve e medio termine, è stato ripetutamente rivisto al ribasso nel corso dell´ultimo anno”.

Petrolio: crescita domanda ancora buona nei prossimi 5 anni

Al netto di queste premesse, l´Opec scrive di aspettarsi che la domanda continuerà comunque a crescere a ritmi “relativamente buoni” nei prossimi 5 anni, prevedendo un aumento di 6,1 milioni di barili giornalieri rispetto ai livelli del 2018. “A livello globale”, recita il report, “la crescita è prevista rallentare da un livello di 1,4 milioni di barili giornalieri nel 2018 a circa 0,5 milioni di barili verso la fine del prossimo decennio”.Più in dettaglio, la crescita media annuale sarà di circa 1 milione di barili nel medio termine, con una domanda robusta soprattutto nei Paesi non OCSE, mentre in un orizzonte di più lungo periodo la domanda mondiale di oro nero viene vista salire di circa 12 milioni di barili, dai 98,7 milioni di barili del 2018 ai 110,6 milioni di barili nel 2040.

Petrolio: i timori per il mix di domanda debole e offerta in crescita

Le previsioni dell´Opec arrivano in un momento di preoccupazione nel mercato petrolifero per la combinazione tra crescita dell´offerta e incertezze sulla domanda, la stessa situazione che aveva provocato un crollo delle quotazioni tra il  2014 e il 2016: dall´ottobre 2018, quando era salito a un picco di 86 dollari, il prezzo del Brent è sceso di circa il 30%. E proprio in questa prospettiva ci si aspetta che alla riunione del cosiddetto Opec+, in calendario il prossimo mese, possa arrivare l´annuncio di nuovi tagli produttivi dei petropaesi per scongiurare lo scenario di un eccesso di offerta nel 2020. 

Petrolio: stime rialzate sulla crescita dello shale USA

A preoccupare è soprattutto la crescita della produzione americana e il nuovo outlook del cartello lo conferma. L´Opec ha infatti tagliato del 7% le stime sulla propria produzione per i prossimi 4 anni (a una media di 32,7 milioni di barili nel 2023), proprio per via della pressione esercitata dallo sviluppo delle nuove tecniche di fratturazione idraulica (fracking) negli USA, e prevede che l´output  statunitense sarà “il principale driver della crescita dell´offerta non Opec nel medio termine”: entro il 2025, la produzione di shale salirà di oltre il 40% per raggiungere i 17 milioni di barili giornalieri (3,1 milioni in più rispetto alle stime dello scorso anno).

Il peso del petrolio nel mix energetico globale

Per quanto riguarda infine il peso del petrolio rispetto alle altre fonti energetiche, il report WOO segnala che la materia prima ha rappresentato oltre il 31% della domanda globale di energia nel 2018 – seguito dal carbone (27%) e dal gas (23%) – e continuerà anche nei prossimi 20 anni ad essere il più grande contributore al mix energetico (circa il 28%): nello stesso orizzonte di tempo, il gas naturale dovrebbe diventare la seconda fonte con una quota del 25% nel 2040.

 Articolo originale di TrendOnline