Il 2020 secondo Amundi

Il 2020 secondo Amundi

Dopo la corsa verificatasi nel corso del 2019, giunti a dicembre, come ogni anno in questo periodo, molti investitori iniziano a domandarsi cosa succederà il prossimo anno, recessione o rallentamento, continuerà la salita delle borse oppure aumenterà la volatilità… nessuno lo sa!

Ecco allora che vi riporto una visione del prossimo anno da parte di Monica Defend di Amundi che evidenzia tre temi su cui puntare e indovinate un po… il primo tema ha per oggetto i titoli da dividendo!

 

Secondo Amundi, il rallentamento del commercio globale rappresenta un profondo cambiamento nella struttura della crescita, ma ciò non si traduce in una recessione generalizzata dell’economia mondiale, soprattutto in un momento in cui si stanno affermando politiche accomodanti ed è in vista un accordo parziale tra Stati Uniti e Cina sui dazi.


La combinazione di politiche monetarie e fiscali accomodanti, un tema che diventerà cruciale a partire dal prossimo anno, potrebbe estendere ulteriormente l’attuale ciclo economico e rafforzare la già resistente domanda interna. Sebbene l’attenzione sull’evoluzione delle guerre commerciali sarà elevata, un’escalation materiale che potrebbe danneggiare l’economia americana è improbabile dato l’avvicinarsi delle elezioni presidenziale.


Nel 2020, il percorso per gli investitori potrebbe essere non lineare. Nel breve periodo, le aspettative del mercato per le azioni di politica monetaria appaiono troppo elevate e dovranno essere aggiustate. Tale processo di adeguamento porterà volatilità nel mercato obbligazionario, con una risalita dei rendimenti governativi core dai livelli minimi che è già iniziata ed un aggiustamento delle valutazioni in alcuni settori azionari difensivi che sono al momento troppo costosi. Per quanto concerne il dollaro USA, il livello più elevato dei rendimenti statunitensi dovrebbe impedire un forte deprezzamento del dollaro nel 2020. Riteniamo, invece, che un modesto deprezzamento del dollaro sia lo scenario più probabile , soprattutto se le tensioni commerciali si attenuassero. Ciò sarebbe sufficiente per ripristinare in parte la fiducia in alcune valute emergenti, sulle quali al momento vi è un pessimismo esagerato.

Oltre il breve periodo, la tendenza è verso una combinazione più aggressiva di politiche fiscali e monetarie che potrebbe teoricamente arrivare ad includere misure non ortodosse quando il rischio di recessione sarà maggiore. Politiche più accomodanti potranno portare ad un’estensione del ciclo del credito che potrebbe accelerare ulteriormente, fino a portare ad una vera e propria bolla, anche se è improbabile che ciò accada già nel 2020. Ancora una volta, alla luce dei bassi tassi di interesse, gli investitori saranno costretti a convergere, nella ricerca di rendimento, su segmenti di mercato illiquidi dove il rischio è mascherato da una politica monetaria molto accomodante.

Per quanto riguarda la strategia di investimento per il 2020, invece di temere una recessione globale gli investitori dovrebbero aggiustare l’esposizione di portafoglio al trend di de-globalizzazione in atto. Dovrebbero inoltre prepararsi per un ciclo di credito maturo e prolungato, con maggiori rischi di liquidità a causa di una regolamentazione più severa dopo la crisi finanziaria globale del 2008.

 

 1) Per l’investimento azionario, attenzione ai dividendi ed opportunità da una rotazione verso le aree più trascurate diventeranno il tema principale del 2020. Mentre le aspettative si adegueranno alla probabilità che uno degli scenari alternativi (al rialzo o al ribasso) diventi lo scenario principale, l’assenza nei mercati di una direzione chiara e la debolezza nella crescita degli utili dovrebbero spingere gli investitori a cercare aree di resilienza nell’ambito azionario con focus sulle azioni ad alto dividendo. Quando l’outlook si sarà stabilizzato ed i rendimenti inizieranno a risalire (grazie al rimbalzo previsto nel primo semestre per gli indici PMI — Purchasing Managers Index – e ad una probabile espansione fiscale più avanti nell’anno), ci potrebbe essere una rotazione verso segmenti di mercato con valutazioni interessanti. In questo scenario, le azioni cicliche (quality value in Europa e value negli Stati Uniti) e le small cap potrebbero offrire opportunità da sfruttare nel corso dell’anno.

2) Il secondo tema riguarderà l’ottimizzazione della ricerca di rendimento nei mercati obbligazionari, con attenzione sempre maggiore sulla selezione e l’adozione di strategie flessibili. La ricerca di rendimento rimarrà un tema fondamentale nell’era dei tassi di interesse ai minimi storici — sebbene non necessariamente negativi — e delle Banche Centrali che ripartiranno con i programmi di Quantitative Easing (QE) o con strumenti non convenzionali fino a qui non ancora utilizzati.

3) Il terzo tema riguarda le nuove opportunità che si affermeranno nei mercati emergenti a causa di un mondo più frammentato e del rallentamento nel commercio globale. Gli investitori dovranno andare oltre il concetto tradizionale di mercati emergenti ‘globali’ e ricercare opportunità in maniera più granulare.

 

Articolo tratto da: Milano Finanza

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